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Normativa

Codex Alimentarius

Le fonti normative riguardanti il settore oeicolo sono molteplici. A livello mondiale non esiste una uniformità di norme, ma esiste il CODEX ALIMENTARIUS che è l'nsieme di regole e di normative elaborate dalla Codex Alimentarius Commission

La Normativa

La Normativa

Le fonti normative riguardanti il settore oleicolo sono molteplici.

A livello internazionale non esiste una uniformità di norme, ma il riferimento univoco è il CODEX ALIMENTARIUS che è l'insieme di regole e di direttive elaborate dalla “Codex Alimentarius Commission”.

Nel settore oleario, in particolare, è attivo il “CONSIGLIO OLEICOLO INTERNAZIONALE” (COI), organizzazione intergovernativa unica al mondo che riunisce i produttori, i consumatori e gli operatori del settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola.

Nel continente europeo gli Stati appartenenti alla UNIONE EUROPEA attuano quanto disposto dal Parlamento e dalla Commissione Europea tramite i Regolamenti e le Direttive; i primi sono direttamente applicabili sul territorio dell’Unione mentre le Direttive devono essere recepite da leggi nazionali per avere validità.

Ogni Stato può legiferare in modo autonomo ma, per i Paesi appartenenti all’UE, le norme non devono essere in contrasto con quelle europee e non devono in alcun modo limitare la libera circolazione delle merci europee sul territorio comunitario.

Il contenuto delle informazioni riportate è aggiornato al 1° agosto 2018.

Food and Agricolture Organization World Health Organization

Codex Alimentarius

Nel 1963 la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) in collaborazione con l’OMS (ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’) istituì la Codex Alimentarius Commission che ha promosso e costantemente aggiornato il CODEX ALIMENTARIUS.

È un insieme di linee guida, standardizzate a livello internazionale, che contribuisce al miglioramento della sicurezza, qualità e correttezza del commercio mondiale di alimenti.

I consumatori sono tutelati sempre meglio rispetto alla sicurezza e qualità dei prodotti alimentari che acquistano e gli importatori hanno sempre più garanzie nei loro scambi.

Il Codex Committee on Fats and Oils (CCFO) è uno degli organi ausiliari della Commissione del Codex Alimentarius. Il suo compito è quello di elaborare gli standard globali per i grassi e gli oli di origine animale e vegetale, incluso l’olio d’oliva.

CODEX STANDARD FOR OLIVE OILS AND OLIVE POMACE OILS →
CONSIGLIO OLEICOLO INTERNAZIONALE (COI)

CONSIGLIO OLEICOLO INTERNAZIONALE (COI)

Il Consiglio Oleicolo Internazionale, creato nel 1959 a Madrid, sotto il patrocinio delle Nazioni Unite, è l’unica Organizzazione Intergovernativa mondiale nel settore dell’Olio di Oliva e delle Olive da Tavola. Ad esso aderiscono attualmente Albania, Algeria, Argentina, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Libano, Libia, Marocco, Montenegro, Palestina, Siria, Tunisia, Turchia, Unione Europea, Uruguay.

L’ attuale Accordo è quello dell’1986, emendato nel 1993 e più volte prorogato

Il COI ha i seguenti scopi:

- favorire la crescita del commercio internazionale dell’olio di oliva e delle olive da tavola;

- fissare e aggiornare le norme commerciali;

- adoperarsi per il miglioramento della qualità.

Le decisioni del COI hanno valore di coordinamento e suggerimento per le norme di cui gli Stati o le Comunità di Stati vogliono dotarsi. Stabiliscono una serie di criteri fisico-chimici ed organolettici per le denominazioni degli oli di oliva e di sansa citate dall'Accordo internazionale e fissa i criteri qualitativi e di purezza propri ad ogni denominazione.

ANALISI CHIMICA E SENSORIALE →
STANDARD COMMERCIALE →
Unione Europea

Unione Europea

L’Unione Europea (UE) ha nel tempo emanato varie norme che regolano il settore dei grassi e degli oli di oliva e degli oli di sansa. Attualmente sono due i regolamenti che regolano la produzione ed il commercio degli oli derivanti dalle olive:)

Reg. CEE 2568/1991 (relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d'oliva nonché ai metodi ad essi attinenti) nel testo consolidato a seguito delle successive modificazioni (link →) Rettificato per ultimo solo nel testo italiano con (link →)

Reg UE 29/2012 (relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva) (link →) Modificato dal Reg UE 1335/2013 (link →)

Sono inoltre da tenere in considerazione i seguenti regolamenti che riguardano tutti gli alimenti e tra questi gli oli di oliva)

Reg UE 1308/ 2013 (recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli) (link →)

Reg UE 1169/2011 (relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori) (link →)

Italia

Italia

La normativa italiana attualmente in vigore è composta da più norme di diversa origine e tipo. Sono vigenti norme, anche di vecchia data, mai abrogate o modificate che, pur essendo state promulgate prima della nascita della Unione Europea, non hanno perso efficacia in quanto non sono in contrasto con i regolamenti UE. Di seguito le norme più importanti.

Nel Regio Decreto Legge del 15 ottobre 1925, n. 2033, all’art. 20 troviamo la definizione di olio: “Il nome di «olio» o di «olio di oliva», è riservato al prodotto della lavorazione dell'oliva (Olea europaea) senza aggiunta di sostanze estranee o di oli di altra natura

Nella Legge 13 novembre 1960, n. 1407 si hanno le "Norme per la classificazione e la vendita degli oli di oliva" (link →)

La Legge 24 luglio 1962 n. 1104 impone il divieto "Divieto di esterificazione degli oli di qualsiasi specie destinati ad uso commestibile" (link →)

Nella Legge 7 agosto 2012 n. 134, all’art. 43, comma 1 bis e 1 ter, sono indicate le "Caratteristiche dell’olio italiano” e la codifica dei “PANEL di assaggio" (link →)

Nel D. M. 10 novembre 2009 si trovano le “Disposizioni nazionali relative alle norme di commercializzazione dell'olio di oliva” in riferimento alla normativa europea. (link →)

La Legge n. 9 del 14.01.2013, variamente modificata a seguito di interventi della Commissione Europea, stabilisce norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva. (link →)

Il D. M. 23 dicembre 2013 - mod. dal D.M. 8 luglio 2015 - fornisce il metodo per l’ "Applicazione delle norme contenute nel Reg. Ce 229/2013 che mod il Reg UE 2568/1991" (link →)

Nel D. M. 18 giugno 2014 sono stabiliti i "Criteri e modalità per il riconoscimento dei panel di assaggiatori" (link →)

La Legge 161 del 31.10.2014 all’art. 18 impone norme sulle “Chiusure delle bottiglie negli esercizi pubblici” (link →

Con il D.L.vo n°103 del 23 maggio 2016 sono stabilite le disposizioni sanzionatorie per le violazioni al Reg. (UE) n. 29/2012 e al Reg. CEE 2568/91 (link →)

Il DECRETO LEGISLATIVO 15 dicembre 2017, n. 231 fissa le sanzioni per le violazioni delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (link →)